Spotify: ecco come cambia la musica

Impazza ormai da qualche giorno il download di una nuova app per ascoltare musica in streaming, su PC o dispositivi mobili.
Parliamo di Spotify, che nasce in Svezia (a Stoccolma per l’esattezza) e che permette di creare la propria playlist musicale scegliendo tra 20 milioni di brani disponibili.


All’estero Spotify è una realtà consolidata da anni, in Italia l’app si sta diffondendo soltanto adesso ed offre una valida alternativa alla fruizione di musica online, oltre ad essere un modo legalmente riconosciuto per ascoltare musica sul web.

Molto somigliante ad iTunes, l’applicazione si basa però su concetti diversi dal player Apple: vi è la possibilità, ad esempio, di acquistare abbonamenti o collegare l’utilizzo del software al proprio account Facebook/Twitter.

Sono disponibili vari pacchetti, gratuiti o a pagamento, che permettono di ascoltare la propria musica preferita, secondo varie modalità. Vediamole nel dettaglio:

Spotify FREE

Si scarica gratuitamente, ma solo sul proprio PC. Per i primi sei mesi l’ascolto dei brani è illimitato, in seguito ci sarà un limite di 10 ore al mese. C’è, inoltre, la presenza di pubblicità.

Spotify UNLIMITED

Per 5 euro al mese, non sarete tempestati da messaggi pubblicitari e l’ascolto è illimitato, per sempre.

Spotify PREMIUM

Disponibile anche sui dispositivi mobili, per iPhone e smartphone Android (con un periodo di prova iniziale di 48h, ma prolungabile a 30 giorni), l’abbonamento ha le stesse caratteristiche Unlimited; al costo di 10 euro al mese avrete però anche l’opportunità di ascoltare la propria playlist in modalità offline (senza connessione wifi o 3g), valida opzione non disponibile però per gli altri abbonamenti.

Musica sociale

Come accennato sopra, registrandosi al sito con il proprio account Facebook/Twitter, è possibile condividere in tempo reale sulla bacheca personale i brani che si stanno ascoltando.
Inoltre, entrando a far parte della community Spotify, si possono rendere pubbliche le proprie playlist, consentendo agli altri utenti di seguirci e, perché no, seguire chi riteniamo interessante.

Accendi la radio


Novità assoluta è la funzionalità Radio (disponibile per tutti gli abbonamenti), che genera playlist casuali basate sul genere preferito dall’utente.
Artist Radio, analogamente, crea playlist casuali collegate all’artista preferito, fornisce informazioni e biografie.

I guadagni di Spotify

Il fondatore di Spotify, Daniel Ek


Insomma, noi ascoltiamo musica e le loro tasche si riempiono?
Almeno per il momento pare che Spotify non abbia visto utili. I download sono circa 20 milioni, ma gli utenti paganti sono solo un quarto.
La strategia dell’azienda svedese punta sui grandi numeri: raccogliere più iscrizioni possibili e cercare di sedurre gli utenti free, facendoli diventare paganti.
Tutto si svolge attraverso l’offerta di musica, che diventa playlist, che diventa condivisione con gli amici tramite i social network, che diventa rapporto con gli artisti. Alla fine si innesca una sorta di dipendenza sociale con il bisogno finale da parte dell’utente di sottoscrivere un abbonamento mensile.
Solo così Spotify potrà sostenere i costi, che fondamentalmente sono quelli dei diritti d’autore. Si dice che, negli Stai Uniti, l’azienda paghi 98 cent per ogni dollaro incassato.

[LINK AL SITO UFFICIALE DI SPOTIFY]

Tu hai mai adoperato l’app? Come la trovi? Scrivi la tua opinione nei commenti o sulla nostra pagina di Facebook.

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