Come fare per donare il cordone ombelicale del proprio bimbo?

Il “funicolo ombelicale” è ricco di cellule staminali e le donne che decidono di donarlo offrono a tanti malati una chance di cura in più!

cordone

Le cellule del cordone ombelicale oggi possono già curare oltre 70 malattie ematologiche e la ricerca fa passi da gigante!

Va detto però che esistono due tipi di donazione:quella “allogenica“, ovvero quella altruistica,e quella “dedicata“,cioè la possibilità di riservare li cordone all’uso familiare. In Italia l’unico divieto riguarda la conservazione autologa, ovvero riservati all’uso esclusivo del proprio neonato. Questa donazione in effetti, oltre che egoistica, è anche insensata in quanto,qualora il bambino dovesse contrarre una malattia genetica,di certo non potrà contare sulle sue staminali poiché esse stesse sono portatrici di quello stesso difetto del Dna. In ogni caso, e questa è una vostra scelta, non è impossibile. Infatti il ministero della Salute, su richiesta, concede il nullaosta per depositarle all’estero. Ora, come donare?


Innanzitutto occorre individuare l’ospedale più vicino a casa, attrezzato per la raccolta del sangue cordonale. L’elenco completo delle strutture, regione per regione, è disponibile sul sito dell’associazione Adisco (www.adisco.it), nella sezione “Dove trovarci”(tel.06-20903895). L’elenco delle banche (dove sarà trasferita la sacca cordonale) si può consultare sul sito del Centro nazionale trapianti (www.trapianti.ministerosalute.it).

Per le banche private estere, sempre sul sito del Centro nazionale trapianti è disponibile l’informativa per conservare privatamente il sangue del cordone.

Maggiori informazioni sono disponibili anche sul sito http://www.cordoneombelicale.it.

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5 commenti

  1. ..”qualora il bambino dovesse contrarre una malattia genetica,di certo non potrà contare sulle sue staminali poiché esse stesse sono portatrici di quello stesso difetto del Dna..”

    Per una malattia genetica magari no, però per tante altre malattie potrà essere possibile dato che la ricerca in questo senso sembra fare passi da gigante giorno dopo giorno. O sbaglio?
    Poi sembra che con la donazione le possibilità di tornare in possesso delle cellule staminali in caso di bisogni sono basse, mentre con la conservazione autolgo sono a disposizione in caso di bisogno.

    Ad ogni modo io non capisco i veri motivi del perché si condanna così tanto la conservazione autologa e la si riduce sempre ad una questione di business.. almeno in rete leggo solo questo! …eppure negli ospedali è ancora molto difficile poter fare la donazione.
    Grazie Maria

  2. Ciao Maria!
    Personalmente non conosco quali possibilità di cura offrono le staminali di una conservazione autologa, ma mi pare di capire che aldilà di questo in Italia non sia possibile tale conservazione a meno di particolari condizioni:

    da http://it.wikipedia.org/wiki/Cellula_staminale
    [In Italia la conservazione per uso “personale”, o più precisamente per uso intrafamiliare, è consentita solo nel caso in cui, al momento del parto, siano presenti nel neonato, nella fratria o nei genitori del neonato stesso, delle patologie che abbiano l’indicazione al trapianto con cellule staminali da sangue placentare. In questo caso si parla di donazione dedicata (o più propriamente, di uso autologo e uso allogenico correlato) ed è sufficiente presentare un certificato medico degli specialisti che seguono la persona malata.]

    Una tutela primaria quindi c’è.
    Forse venendo a mancare le indicazioni al trapianto, nel caso di genitori, fratria e neonato completamente sani, tale donazione perde di significato?

  3. “…quali possibilità di cura offrono le staminali di una conservazione autologa…”
    Credo siano le stesse della donazione, solo che con l’autologa sono a tua personale disposizione, mentre con la donazione le “offri” alla ricerca e a chiunque ne abbia bisogno ed abbia compatibilità.

    In Italia è ammessa la donazione e la conservazione solo in casi particolari come appunto segnali, però dato che la donazione è ancora molto difficile ci sono le banche genetiche private a cui far ricorso per una conservazione autolga.

  4. purtroppo nel nostro paese la conservazione del cordone ombelicale è ancora poco diffusa..se ne dovrebbere le numerose applicazioni terapeutiche delle cellule staminali.

  5. La conservazione autologa è di certo un buon metodo per assicurarsi il futuro, la conservazione delle cellule rimane esclusiva per 20 anni, anzi nella banca alla quale mi sono affidata per 30 anni, si tratta di una banca cordone ombelicale san marino.

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